Aid al Adha. Fra Siria e Marocco
Dopo un lungo anno di pausa, l’attività del Blog riprende per una fase di rinormalizzazione e ristabilizzazione dei suoi contatti con gli ignari navigatori della rete.
Ignari è una parola inadatta in quanto si tratta di gente assai ben informata sugli innocui traffici e “strane usanze”, magari di ragazzi della Digos che non sanno come spendere il loro fatuo tempo al servizio dei cittadini, oppure di amici che ogni tanto controllano se vi è scritto qualcosa di “marocchineggiante”.
Si riprende quindi, proprio nelle vicinanze del Aid Al Adha in onore del montone/agnello/capra. Oppure, se siete affezionati particolarmente all’Asia Minore, in onore di mucche/vacche/tori/cammelli/dromedari. Già, lo stereotipo comune è che i musulmani sacrificano usualmente dei montoni/agnelli/capre durante l’Aid: non è vero! La rete è piena di video con macabre esecuzioni in piazza di cammelli che fanno davvero impressione, a prima vista. Ma è una celebrazione che, per quanto possa essere crudele, non è a scopo ludico e serve a sfamare diverse povere famiglie. Poi, cari miei lettori, quanti di voi si sono mai chiesti il processo produttivo che subisce la vostra deliziosa tagliata fiorentina, sul piatto appena scotta, quando la guardate armati di forchetta e coltello? A breve verrà pubblicato un sondaggio di cui si conosce già l’esito. Per cui, niente moralismi, anche perché l’”occidente ricco” è pieno di bestiame che non riesce nemmeno a consumare per intero, e che è responsabile di una importante fetta dell’effetto serra e dell’inquinamento a causa dei liquami (maiali, per esempio, che in Danimarca sono il triplo della popolazione) e delle flatulenze a base di metano. Inoltre, l’allevamento intensivo richiede un’altrettanta coltivazione intensiva dei terreni, con consumo pesante di acqua.
Dato che il Blog ha uno scopo principalmente informativo, verranno presi in considerazione due modelli familiari per la celebrazione del Aid Al Adha, opposti originariamente ma affini culturalmente: il modello Marocchino ed il modello Siriano. Ovviamente, stiamo parlando di famiglie che abitano nella Patania, in regola con le ordinanze anti sbandati emanate dai vari comuni lombardo-veneti che sono sentimentalmente dei crociati, metafisicamente incrociati con Sauron da cui traggono origine. Il che fa della Patania davvero una terra orribile in cui viverci.
In queste terre ostili vediamo un po’ come sopravvive questa tradizione legata all’Islam.
The Moroccan Family
I marocchini sono tendenzialmente tradizionalisti e preferirebbero vivere la festa come se stessero a casa loro: sveglia al mattino presto, preghiera del Aid non dopo le 8.30, spostamento verso una macelleria convenzionata oppure da qualche amico fortunato con giardino esterno protetto dagli “orchi”. Generalmente la giornata è strutturata diversamente per l’uomo e per la donna, poiché il maschio si occupa di uccidere e macellare l’animale nella mattinata; la femmina si occupa generalmente della cucina per tutto il pomeriggio. Ovviamente, non mancano i momenti di mutuo soccorso o scontro frontale, magari con apprezzamenti sulla macellazione da principiante (con gravi sprechi) o sulla cucina poco invitante (con gravi sprechi, lo stesso). La carne viene poi lasciata asciugare per un giorno, dopo il quale si conserva in freezer. La tradizione vuole che si consumi per prima la spalla destra dell’animale.
Alla fine, più che una festa, durante l’Aid la famiglia marocchina lavora in quanto non è banale la gestione di una carcassa di un montone/agnello/capra.
Ultimamente è in forte aumento il numero delle persone che preferiscono passare la giornata normalmente in fabbrica, poiché le scadenze delle consegne pre-natalizie richiede la presenza di tutti gli operai.
The Sirian Family
E’ ben noto che le famiglie siriane in Italia sono ben unite fra di loro e sono generalmente più altoclate e “dotte” di quelle marocchine. Il che si traduce in nessuna uccisione o spargimento di sangue, ma in una cena di gala fra amici siriani in un ristorante italiano. Ci sono ancora dei “residui” che celebrano la festa con l’uccisione, ma questi preferiscono spassarsela nella terra di origine, soprattutto in questo periodo in cui la festa è piuttosto vicina alle vacanze di Natale. La tendenza è ormai consolidata, soprattutto fra le nuove generazione. L’aspetto religioso si limita, quindi, alla preghiera mattutina ed alla donazione in beneficienza di una somma di denaro.
Troppo comodo…
Buon Aid a tutti!!!
cuore degli arabi con la citatissima frase: “أيّها الناس، أين المفر؟ البحرمن ورائكم، والعدوّ أمامكم، وليس لكم والله إلا الصدق والصبر ” («O gente! Dov’è la via di fuga? Il mare è dietro di voi ed il nemico davanti a voi. E non vi rimane, per Dio, se non verità e pazienza»).
Siamo nel 1927, in forte fase di crescita economica ed onnipotenza scientifica, quando Sörgel presentò al mondo il suo progetto chiamato 
