Just The Reverse

January 17, 2007

Nichane

Filed under: اللأخبار — kymyk @ 6:16 pm

Ho aspettato prima di scrivere qualcosa sperando che l’incubo non si tramutasse in realtà. Che si trattasse solo di una mossa pseudo-politica, un ammonimento, uno schiaffo… Invece, “Le forze del Male” hanno semplicemente vinto ancora.

Purtroppo il caso non trova nessun riscontro o spazio (fatta eccezione per “il manifesto”) nei media italiani. Quindi molti marocchini d’Italia possono ancora camminare spensieratamente per strada e, soprattutto, le autorità di rappresentanza marocchine non riceveranno nè mail di protesta, nè contestazione per quanto è accaduto in Marocco. Si vanteranno di essere un paese democratico!!!

Breve cronologia della Storia:

  • Il settimanale Nichane, nel numero del 09 – 15 dicembre 2006, pubblica un’inchiesta col titolo: “Satira, come i marocchini scherzano sulla religione, sulla sessualità e sulla politica”. Sono trascritte alcune barzellette che la gente normalmente si racconta per strada;
  • Dopo 4 giorni dalla pubblicazione è scandalo: partono le proteste e le petizioni on line delle associazioni islamiche. Anche il movimento islamico Al Adl Wal Ihssane (Giustizia e Benevolenza) ha aderito alla protesta;
  • Lo scandalo si allarga e giunge anche in Medioriente. Il parlamento Kuweitiano filoamericano consegna una lettera formale di protesta all’ambasciatore marocchino;
  • Le autorità marocchine reagiscono quando oramai le copie sono già state ritirate per lasciar spazio al numero successivo. Il direttore, Driss Ksikes, e la giornalista, Sanaa al-Aji, vengono citati in giudizio l’08 gennaio. A nulla valgono le scuse e le spiegazioni dei due interessati. Il Pubblico Ministero chiede la “condamnation à 5 ans de prison des deux journalistes et l’interdiction de la publication de l’hebdomadaire ainsi que de l’exercice de la profession pour les deux journalistes”;
  • 15 gennaio, la condanna: 3 anni di reclusione, pagamento di 80mila dirham (8 mila euro) di ammenda e la chiusura del settimanale per due mesi. Il tutto per ”publication et distribution d’écrits contraires à la morale et aux moeurs, et ce conformément aux articles 41, 59, 67 et 68 du code de la presse”. Vengono, quindi, in parte non accolte le richieste del PM.
Saaa Al Aji

Sanaa Al Aji

Driss Ksike

Driss Kiskes

Il caso di cronaca non è certamente (ed aggiungo “purtroppo”) nuovo in Marocco in quanto, poco tempo fa, un giornalista Ali Lamrabet è stato condannato (per essere successivamente graziato dal Re Mohamed VI) per aver pubblicato una satira sul Re. Nonostante ciò, il Marocco è il secondo paese arabo per quanto riguarda il numero di pubblicazioni e, soprattutto, registra anche un miglioramento della qualità dell’informazione, con giornalisti sempre più efficaci. Non a caso, era considerato paese dalla stampa semi-libera, al pari dell’Italia di Berlusconi. (scusate se è poco!)

La diffusione della stampa e dei mezzi di comunicazione è uno dei segnali della rinascita del Maghreb Al Aqsa il quale, con una popolazione del 60% composta da trentenni o meno, pullula di gioventù desiderosa semplicemente di “vivere con dignità”, di confrontarsi con i giovani europei e con le sfide della globalizzazione. Anche se ci sono “incidenti”, anche se vi è ancora miseria. Basta ricordare il quartiere Sidi Moumen Strada di Sidi Moumendi Casablanca, diventato famoso per essere stato la culla degli attentatori che hanno fatto strage a Casablanca il 16 maggio 2003, oppure per essere la bidonville dove si trova Zebbalat Mirikan, ”La Discarica dell’America”, ossia una collina di rifiuti formatasi negli ultimi 30 anni nella quale, l’anno scorso, un bambino di 11 anni è annegato mentre giocava con il fratellino di 7 . Per non parlare poi della prostituzione minorile e del mercato del sesso, “lavoro facile” anche se malpagato molto di voga quando i marocchini, residenti in Europa, rientrano per le vacanze. (Di più non so. Lo Giuro!)

Attualmente il Marocco, come ogni paese in via di sviluppo, è stracolmo di contraddizioni: Il gendarme ti dà il benvenuto quando entri in birreria, ma se esci ubriaco ti legna; le birre sono vietate ma hanno il timbro del Ministero degli Esteri. Poi i ricchi che si lamentano della criminalità, i poveri che sono costretti a strisciare per terra ed Hachich che alimenta le mafie; saccheggi, bambini orfani costretti a vagabondare nelle baraccopoli, discriminati ed odiati in quanto si bruciano il cervello sniffando la colla precedentemente spalmata dentro un sacchetto di plastica. E che fa ribrezzo vedere questo sacchettino da popcorn attaccato alla bocca, gonfiarsi e sgonfiarsi continuamente.

Intanto, mi sembra doveroso segnalare che sul sito di Nichane potete sottoscrivere una petizione contro la sentenza e per la libertà di stampa.

P.S.  Nichane (نيشان) è una parola dialettale marocchina che significa “dritto”. Sir nichane (سير نيشان) significa “vai dritto”. Ora io vado a casa(blanca).

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