Just The Reverse

February 23, 2007

Lo Stretto di Gibilterra

Filed under: Terra — kymyk @ 5:34 pm

Il momento più significativo per ogni emigrante marocchino è senz’altro il viaggio di ritorno a casa, che raggiunge il suo apice proprio durante la traversata dello Stretto di Gibilterra. Si tratta di una striscia di mare spesse volte attraversata e tormentata da correnti aeree e marine, da navi di guerra, petrolio, hashish ed immigrati; qualche volta è stata pure il luogo di memorabili scontri e di battaglie epiche. Come non ricordare Tariq bin Ziyad (طارق بن زياد), il leggendario condottiero berbero che ogni alunno marocchino studia sin dalla nascita, il simbolo del coraggio e dell’audacia, della determinazione e della lealtà che hanno conquistato la Spagna ed il Guerra di Guadalete cuore degli arabi con la citatissima frase: “أيّها الناس، أين المفر؟ البحرمن ورائكم، والعدوّ أمامكم، وليس لكم والله إلا الصدق والصبر ” («O gente! Dov’è la via di fuga? Il mare è dietro di voi ed il nemico davanti a voi. E non vi rimane, per Dio, se non verità e pazienza»).
Si tratta davvero di una striscia di mare densa di significati, cha ha rappresentato per tanto tempo il confine del mondo e la porta verso l’ignoto. Ha alimentato leggende ed avventure, ispirato viaggiatori, poeti e, ultimamente, anche ingegneri.

Il primo visionario ingegnere (in realtà un architetto che faceva l’ingegnere) che si era occupato dello Stretto di Gibilterra fu un tedesco nazista di nome Herman Sörgel, il quale aveva ben pensato di chiudere lo Stretto con una staudämme. Herman SörgelSiamo nel 1927, in forte fase di crescita economica ed onnipotenza scientifica, quando Sörgel presentò al mondo il suo progetto chiamato Atlantropa. Si tratta principalmente di una diga con centrale idroelettrica, da costruirsi sullo Stretto di Gibilterra, che avrà le seguenti funzioni e conseguenze (secondo il suo folle ideatore):

  • Abbassamento del livello del Mar Mediterraneo generale di 100 mt;
  • Con questo abbassamento è possibile creare un’altra diga fra la Sicilia e la Tunisia, dividendo così il Mediterraneo in due parti. Il settore di est verrà abbassato di ulteriori 100 mt, permettendo l’emersione di nuove terre abitabili;
  • Il mar Adriatico sparisce, e con esso il Mose, il Petrolchimico e Riomarin;
  • Fornitura all’Europa di importanti fonti di energia elettrica e terre da colonizzare;
  • Last but not least, dominio sull’Africa e sugli africani.

L’idea folle che tanto aveva impressionato gli scienziati ed i visionari negli anni ’30, decade per il disinteresse dei paesi coinvolti e non fu mai finanziata attivamente in modo da ingegnerizzarla. Ma era tanto fantascientifica che è stata ripresa da Gene Roddenberry in Star Trek: The Motion Picture. Chapeau ad Herman per l’idea e per aver sbagliato mestiere.

Accantonata l’idea di tombare il mediterraneo, i visionari di questo secolo non si sono ancora fermati di pensare ad un collegamento fra Europa ed Africa attraverso lo Stretto di Gibilterra. Ed hanno pure avanzato proposte concrete:

  • Un Ponte Sospeso;
  • Tunnel sottomarino.

Fra le due proposte, sicuramente la più ardita è il ponte sospeso in quanto si tratterebbe di costruire il ponte più grande della storia della scienza, con una campata sospesa lunga 5000m in balia del venticello che accarezza la zona. Per non parlare delle pile, gigantesche torri alte più di 1000m!!! In rete ho trovato articoli tecnici riguardanti il ponte, con studi aerolastici e proposte tecnologiche, fra le quali l’uso delle Fibre di Carbonio come elemento strutturale al posto dell’acciaio. Qui, sotto, è mostrata semplicemente una sezione progettuale usata per lo studio del comportamento aeroelastico delle campate di ponti di grande luce.

Ponte Sullo Stretto di Gibilterra

Un discorso diverso se lo merita il Tunnel di Gibilterra, progetto peraltro supportato e finanziato sia dal Marocco che dalla Spagna. Secondo il suo ideatore, l’ingegnere svizzero Lombardi, l’opera si snoda per 40km sotto lo stretto, seguendo sempre il fondale meno profondo. Il tunnel consentirà solamente il transito dei mezzi ferroviari in quanto non è possibile lo smaltimento dei fumi dentro una galleria di tale lunghezza e complessità.

Una volta costruito il tunnel di Gibilterra, la società che lo gestirà andrà in fallimento come la sua omologa “Eurotunnel”. I due governi non avranno soldi per il risanamento e abbandoneranno l’opera ai trafficanti di droga. Così, il tunnel di Gibilterra diverrà il non luogo di incontro fra domanda e offerta, fra tirannia e libertà, fra ricchezza e povertà. Nel tunnel, la gente finalmente vedrà la luce, sorriderà al vicino, parlerà diverse lingue. Sarà una eterna oasi perennemente annebbiata da hashish e cannabis. Sarà lo Zabriskie Point dell’Europa-Africa.

La gente vivrà in eterno, come il magnifico Tariq bin Ziyad.

La rete dà enfasi all’utopico progetto di Herman. Di seguito i links:

- Alcune immagini computerizzate dello scenario modificato;

- Speciale di ZDF;

- Libro su Atlantropa;

- Sito di Architettura su Atlantropa;

- Programma radiofonico in tedesco su Atlantropa, con interessanti interviste. (L’mp3 si trova in basso!)

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